sabato 30 marzo 2013

La pizza di formaggio


Si tratta di una sorta di panettone che si usa mangiare nel periodo pasquale nelle marche. Da zona a zona la ricetta subisce dei cambiamenti, ma io ho provato a seguire questa ricetta:

DESCRIZIONE
QUANTITA’(gr)
PROTEINE
LIPIDI
GLICIDI
KCAL
Farina di frumento tipo 0
500
57,50
5,00
381,00
1.705,00
Uovo di gallina intero
240
29,76
20,88
0,48
307,20
Pecorino da grattugiare
150
44,25
43,35
0,00
567,00
Latte di vacca parzialmente scremato
150
5,25
2,25
7,50
69,00
Olio di oliva extravergine
70
0,00
69,93
0,00
629,30
Parmigiano
50
16,75
14,05
0,00
193,50
Lievito di birra compresso
24
2,90
0,10
0,26
13,44
Pepe nero
10
1,09
0,33
3,83
7,30


Non amando molto impastare ho inserito tutti gli ingredienti nella mia fedele macchina del pane che ha impastato al mio posto, ha effettuato una doppia lievitazione e cotto. Il poco meno di 4 ore la mia pizza con il formaggio era pronta.
L’apporto calorico di 100 gr di prodotto è di 292 kcal (ovvio che basterebbero 40/50 gr di pizza per porzione per una merenda pasquale sana). Da considerare che 100gr di pane bianco forniscono circa 270 kcal senza apporto proteico (nella pizza di formaggio ci sono le uova ed il formaggio ricchi di proteine!). 



Buon appetito e Buona Pasqua

venerdì 22 marzo 2013

Prolattina e la triade delle atlete


Trovandomi di fronte ad una paziente atleta anoressica ho pensato di riportare un articolo trovato sul blog di una cara collega (la Dott.ssa Tiziana Stallone).
La stessa collega ha riportato nel suo blog quanto scritto dal collega Dott. Mario Mauro Amato
Direttore e Responsabile del Centro Analisi Cliniche Sas di Molfetta.



La Triade delle Atlete (The Female Athlete Triad) è un termine formulato dall’ACSM (American College of Sports Medicine) che individua una sindrome, in significativa crescita, caratterizzata da tre sintomi fondamentali: dieta disordinata con disponibilità energetica ridotta, amenorrea e osteoporosi.
In alcuni sport individuali dove è necessario un corpo snello e allo stesso tempo capace di alte prestazioni (atletica, ginnastica artistica, danza, nuoto) le atlete, quasi sempre molto giovani, ricorrono a diete drastiche per mantenere un peso ideale sottoponendosi allo stesso tempo ad allenamenti intensi ed estenuanti: dette condizioni protratte nel tempo portano spesso alla sindrome in esame.
E’ importante notare che è stata diagnosticata la stessa sindrome anche in donne, non atlete, che facevano intensa attività fisica con un’alimentazione inadeguata ad apporto calorico inferiore alla spesa energetica richiesta: spesso tale decisione era presa autonomamente senza consultare il medico o il nutrizionista.
E’ ancora da segnalare che diversi studi dimostrano che la causa della Triade non è lo sport ma il disequilibrio ormonale che si crea quando l’energia spesa per l’intensa attività fisica è superiore a quella introdotta con la dieta.
Molta cura si sta ponendo alla prevenzione della Triade dell’atleta femminile: infatti accanto agli “atteggiamenti alimentari sospetti” a cui parenti e assistenti sportivi devono porre attenzione, sono di valido aiuto il dosaggio della Prolattina insieme a quello del Cortisolo e dell’ACTH: infatti è stato dimostrato che la Prolattina aumenta notevolmente in seguito ad esercizi fisici intensi e prolungati, per cui si è correlato il cosiddetto “superallenamento” alla presenza di alte concentrazioni di questo ormone incrociandolo anche con il dosaggio del Cortisolo e dell’ACTH noti come ormoni dello stress.
L'iperprolattinemia causa una riduzione del GnRH ipotalamico (vedi slide) a cui consegue una riduzione della secrezione ipofisaria del Follicolo-stimolante (FSH) e del Luteotropo (LH). La diminuzione di queste gonadotropine determina dapprima amenorrea poi ipogonadismo e infertilità a causa del ridotto apporto di estrogeni. Altro elemento è la manifestazione di osteoporosi precoce: già nel 1995 Halbreich rilevava una proporzionalità diretta tra l’incremento di Prolattina e la riduzione della densità ossea. Infatti è noto che l’iperprolattinemia legata alla carenza di estrogeni può provocare l’osteoporosi.



Interessanti informazioni sono presenti sulla pagina facebook CENTRO ANALISI CLINICHE AMATO

lunedì 24 dicembre 2012

BUONE FESTE

Un caro augurio di 
BUONE FESTE 
ad amici, parenti, pazienti e chiunque mi legge 
da parte mia e dei colleghi BIOLOGI NUTRIZIONISTI de 
LA SCUOLA DI ANCEL.

Godetevi il video....

Dott.ssa Raffaella Tosi

BUONE FESTE

giovedì 25 ottobre 2012

Frutta ai pasti??


E’ meglio far slittare di almeno di un’ora la frutta dal pasto in caso di:
  • reflusso gastro-esofageo, per appesantire troppo il pasto
  • diabete, per non caricare troppo di zuccheri il pasto
  • altre patologie gastro-intestinali
  • sovrappeso/obesità

Per chi non si riconosce nelle sopracitate categorie, se la frutta possa o meno rappresentare la fine di un pasto, è una pura questione di gusto. 


martedì 25 settembre 2012

Alimentazione durante la gravidanza



Fin dall’inizio della gravidanza è importante seguire una dieta corretta, equilibrata e variata sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.





Come regola generale bisogna sapere che, per assecondare la crescita del bambino, occorre introdurre tutte le sostanze necessarie allo sviluppo del feto evitando di aumentare troppo di peso.

Uno degli errori che spesso di compie è quello di “mangiare per due”.
In gravidanza (e non solo) bisogna mangiare cibi di qualità e bilanciati allo scopo di mantenere una corretta ed equilibrata alimentazione, per non aumentare di peso oltre il normale e previsto incremento.

E’ importante introdurre le calorie ed i principi nutritivi necessari per mantenersi in buona salute e per garantire la formazione di nuovi tessuti e di riserve energetiche che saranno utilizzate durante l’allattamento.


Come  mangiare
L’ eccessivo aumento di peso puo’ causare alterazioni metaboliche e nei casi più importanti delle ripercussioni negative sulla crescita e sul parto.
Se una dieta da circa 2000 kcal/die è idonea a coprire il surplus energetico richiesto al feto per svilupparsi, spesso gli alimenti ipercalorici fanno “impennare” il consumo giornaliero oltre le 3000 kcal, e ciò causa una eccessiva crescita ponderale.

Sulla base del Body Mass Index (BMI) pre-gravidanza si ha una stima dell’incremento ponderale auspicabile.  In sostanza, la crescita di peso in un soggetto normopeso dovrebbe essere intorno ai 10 kg al termine della gravidanza.

BMI  Pre-gravidanza
< 18.5       18.5 – 25          >25
Aumento di peso auspicabile (Kg)        
 12.5          max   10            7.0


Se la donna inizia la gravidanza in sovrappeso o se l’incremento ponderale è eccessivo soprattutto nei primi mesi  è necessario modificare lo stile di vita e le abitudini alimentari.

Anche in gravidanza è importante associare alla dieta una regolare attività fisica.


Il   nutrizionista

Ha il compito di educare la donna alla corretta alimentazione (sia in gravidanza che nelle successive fasi) NON imponendo ferree regole, ma rispettando comunque le abitudini e tenendo conto dello stile di vita della donna.

I piani nutrizionali sono assolutamente personalizzati e modulati sul paziente tenendo conto di questi principi:

  • il giusto apporto calorico, 
  •  un equilibrato introito di macronutrimenti e micro nutrimenti,
  • scelta della qualità degli alimenti,

    regolare esercizio fisico.

 

 

lunedì 6 agosto 2012

martedì 5 giugno 2012

IL BUONAPPETITO VIEN STUDIANDO


Al teatro dell’Arancio i dati su adolescenti e obesità
 

Il giorno 1 giugno 2012 gli alunni dell’Alberghiero hanno partecipato al convegno organizzato dall’Istituto di Ricerca del presidente Camillo Di Monte

GROTTAMMARE – Rendere appetibili ai più giovani le tematiche della corretta alimentazione. Questo l’obiettivo centrato da Buonappetito, il convegno organizzato dall'Iiris al teatro dell'Arancio di Grottammare alta. La mattinata di oggi, venerdì 1° giugno, si è rivelata così un momento di approfondimento per gli studenti dell'Ipssar "Buscemi" che vi hanno partecipato grazie alla collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno, i Comuni di San Benedetto e Grottammare, la Confcommercio di San Benedetto, la Camera di Commercio di Ascoli Piceno, l’Ufficio Scolastico provinciale, la Picenambiente e del sostegno economico dello sponsor André Media Group, il quale permetterà la pubblicazione e diffusione degli atti del convegno nelle scuole superiori del territorio.
Ai giovani futuri cuochi, nella prima parte della mattinata, alla quale ha preso parte anche il sindaco di Grottammare Luigi Merli, l'Istituto di ricerca presieduto da Camillo Di Monte ha presentato alcuni dati preoccupanti sul sovrappeso. Uno su tutti, nel 2025 il 43% degli italiani potrebbe essere obeso, in sintesi quattro volte la cifra attuale, dato che nel Belpaese l'aumento dell'obesità infantile, dai 6 ai 9 anni, segna un + 2,5% ogni 5 anni.

«Le Marche - ha spiegato Vera Mascaretti, direttore Iiris - pur collocandosi al di sotto della media nazionale, del 26,2%, conta il 24% di giovanissimi fra i 6 e i 17 anni in sovrappeso e obesi. Inoltre 1/4 del campione in sovrappeso non ha genitori con eccesso di peso. Si esclude quindi il fattore genetico ma si entra piuttosto nella sfera del junk food, ovvero di un modo sbagliato di alimentarsi, fatto di calorie vuote, che non ci nutrono correttamente. Per ridurne l’utilizzo lo Stato aveva pensato di tassare bibite alcoliche e gassate, idea che però al momento è rimasta in sospeso». L' approccio sociologico e psicologico al cibo è stato trattato anche dalla biologa nutrizionista Raffaella Tosi e dagli psicologi Giulia Del Vais, dell'Asur 5 Marche e Aurelio Carassai.
Il discorso si è focalizzato in particolare sull'importanza della dieta Mediterranea, della piramide alimentare e di un ritorno all'utilizzo dei prodotti tipici a chilometro zero.

Il primo cittadino Luigi Merli ha dato l'esempio con il suo modo di fare colazione: pane abbrustolito, pomodoro e un filo d'olio. «Non prendo più il caffè i dolci, ma quella che in campagna veniva chiamata la bistecca agricola. Purtroppo stiamo perdendo la cultura della dieta mediterranea,fatta delle specificità locali, se riusciamo a riportare voi ragazzi verso una cultura del cibo più vicino alle nostre tradizioni ci guadagneremmo in salute ed economia».
E di filiera corta ha parlato anche l’assessore provinciale al Turismo Bruno Gabrielli che ha rivolto un invito agli studenti e ad albergatori e ristoratori di proporre nei propri menù sempre più piatti tipici: «Una cucina sana che il nostro territorio sta riscoprendo e che prende per la gola sempre più turisti interessati a quello che mangiano, dalla qualità alla cultura che c’è dietro al piatto. Vedi il brodetto, nato a bordo dei pescherecci dove in mancanza dei fornelli si cuoceva il pesce con l'aceto».
Giorgio Fiori, direttore della Confcommercio ha tracciato invece un quadro del modo di fare spesa oggi nella nostra Provincia: Dal 2007 al 2011 la perdita di potere d’acquisto delle famiglie ha portato a un consumo più razionale, ma c'è stato anche un cambiamento modo di mangiare. Si è puntato sul convenience food, tanti spuntini nervosi con snack ipercalorici.
Lo provano i risultati del progetto "Dimmi come mangi" che la dottoressa Tosi ha realizzato in collaborazione con l’Unicam. Il questionario, somministrato a 361 studenti, dai 14 ai 21 anni che frequentano le scuole superiori di San Benedetto, mostra come la maggior parte consumi quattro pasti al giorno,anziché cinque saltando spesso la prima colazione. Il 48% ha detto di aver mangiato in maniera incontrollata, e il 13% dei ragazzi ha ammesso di essersi procurato del vomito dopo un pasto.
Il 65% campione dice di svolgere attività fisica, ma molti si riferiscono alle due ore di educazione fisica che si fanno settimanalmente a scuola. E il dato forse più preoccupante è che 206 di loro su 361 consumano bevande alcoliche, pari al 57%.
Sull’abuso di alcol da parte degli adolescenti si è soffermata la dottoressa Giulia Del Vais. Il dato chock è che le Marche sono al primo posto per il consumo giornaliero di alcol, mentre l'Italia è al primo posto per il consumo di bevande alcoliche tra 11 e 13 anni e per ricoveri per coma etilico.

Le conclusioni sono state affidate alla dottoressa Simona Flammini dell’Ufficio Scolastico Provinciale:« Il problema dei nativi digitali è che passano 10-11 ore seduti, tra la scuola, pc e tv. Il Ministero della Salute e quello dell’Istruzione stanno facendo tanti progetti nelle scuole per incentivare il consumo di frutta e verdura a partire dai distributori nelle scuole». La Flammini ha insegnato ai ragazzi la semplice regola dello 0-5-30, un prefisso che vuol dire “Zero sigarette, 5 pasti e 30 minuti di camminata”. Un buon inizio prima di concludere il convegno Buonappetito con un buffet offerto dal bar Monfleurie in piazza Peretti.

E' POSSIBILE LEGGERE L'ARTICOLO A QUESTO LINK: http://www.ilsegnale.it/2012/06/50407/il-buonappetito-vien-studiando-con-liiris/